Quando sei il tecnico di una palestra di judo puoi provare tante emozioni diverse :
hai di fronte molte persone che possono variare di età, dai 5 anni in poi ed ognuno con un problema diverso; il piccolo che cerca la mamma e quello che se invece è presente non la vuole. L'adolescente, che segui da bambino, che va male a scuola ma va bene con le ragazze e quindi non lo vedi per un po'; quello che invece va bene a scuola e gli comprano il motorino e quindi non lo vedi perchè sempre in giro;
gli adulti che hanno problemi familiari o sul lavoro e si confidano con te e tu che cerchi le parole più adatte per aiutare chi hai di fronte......è stupendo che vengano a cercarti e si fidino di te.
Arrivano i giorni delle gare o degli esami durante i quali puoi vedere sui loro volti quelle espressioni impaurite che tu devi cancellare: abbiamo lavorato tanto per arrivare sino a qui e spetta a tutti loro dimostrare quello che sono in grado di fare...dimostratelo!!!! E il bello è che ti gratificano con delle prestazioni a dir poco eccellenti, mettendo in mostra tutta la loro bravura, nelle gare e freddezza durante gli esami.
Sei orgoglioso di tutti loro, hai lavorato bene e te lo dimostrano benissimo ma arriva sempre il momento che mai vorresti arrivasse: l'allievo (amico) prende la nera, ha raggiunto il suo obiettivo e tu, insegnante, non esisti più ; chi si apre la sua palestra, chi smette proprio o chi addirittura va in un'altra palestra.
Per fortuna ci sono anche dei momenti bellissimi: la gioia del primo combattimento vinto, la soddisfazione per il passaggio di grado, le pizzate e le feste tutti assieme, i genitori felici che vedono crescere i loro figli e ti ringraziano per quello che stai facendo. W O W.
C'è anche chi, dopo aver preso la nera, continua con te l'avventura e ti aiuta a portare avanti il tuo sogno che molto probabilmente è anche il suo: avere una palestra dove poter insegnare.
Cristian Camoirano
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